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sono curiosa,attenta,ascolto volentieri gli altri,non mi annoio mai,vorrei ricominciare la vita ogni nuovo giorno,ma un bel tratto oramai l'ho già fatto.

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martedì, 22 settembre 2009

SUL FILO DEI RICORDI

Ricordo che durante i miei primi anni non ho avuto molti libri fra le mani:i testi scolastici,qualche fiaba e qualche libro che trovavo dalla nonna,libro di scuola,eredità degli zii,ed ancora del periodo fascista.
In casa però i libri c'erano,ma non adatti alla nostra età e mio padre ci vietava severamente di toccarli.
Mi è capitato fra le mani,rompendo il divieto,qualche romanzo di Leonida Repaci,ho forse anche tentato di leggerlo,senza capirci molto,avrò avuto sette otto anni.
In memoria di questo scrittore-Palmi 1898-riporto una  bellissima pagina da lui dedicata alla sua,e la mia regione.

Quando fu il giorno della Calabria Dio si trovò in pugno 15000 kl2 di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro. Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi. Diede alla Sila il pino, all’Aspromonte l’ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Rosarno l’arancio, a Nicotera il fico d’India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all’Amendolea le cicale, al Crati l’acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l’oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all’altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all’onda il riflesso del sole. Diede a Cosenza l’Accademia, a Tropea il vescovo, a San Giovanni in Fiore il telaio a mano, a Catanzaro il damasco, ad Antonimina il fango medicante, ad Agnana la lignite, a Bivongi le acque sante, a Pazzano la pirite, a Galatro il solfato, a Villa San Giovanni la seta greggia, a Belmonte il marmo verde. Assegnò Pitagora a Crotone, Orfeo pure a Crotone, Democede pure a Crotone, Almeone pure a Crotone, Aristeo pure a Crotone, Filolao pure a Crotone, Zaleuco a Locri, Ibico a Reggio, Clearco pure a Reggio, Cassiodoro a Squillace, San Nilo a Rossano, Gioacchino da Fiore a Celico, Fra’ Barlaam a Seminara, San Francesco a Paola, Telesio a Cosenza, il Parrasio pure a Cosenza, il Gravina a Roggiano, Campanella a Stilo, Mattia Preti a Taverna, Galluppi a Tropea, Gemelli-Careri a Taurianova, Guerrisi a Cittanova, Manfroce a Palmi, Cilèa pure a Palmi, Alvaro a San Luca, Calogero a Melicuccà, Rito a Dinami. Donò a Stilo la Cattolica, a Rossano il Patirion, ancora a Rossano l’Evangeliario Purpureo, a San Marco Argentano la Torre Normanna, a Locri i Pinakes, ancora a Locri il Santuario di Persefone, a Santa Severina il Battistero a Rotonda, a Squillace il Tempio della Roccelletta, a Cosenza la Cattedrale, a Gerace pure la Cattedrale, a Crotone il Tempio di Hera Lacinia, a Mileto la zecca, pure a Mileto la Basilica della Trinità, a Santa Eufemia Lametia l’Abbaziale, a Tropea il Duomo, a San Giovanni in Fiore la Badia Florense, a Vibo la Chiesa di San Michele, a Nicotera il Castello, a Reggio il Tempio di Artemide Facellide, a Spezzano Albanese la necropoli della prima età del ferro. Poi distribuì i mesi e le stagioni alla Calabria. Per l’inverno concesse il sole, per la primavera il sole, per l’estate il sole, per l’autunno il sole. A gennaio diede la castagna, a febbraio la pignolata, a marzo la ricotta, ad aprile la focaccia con l’uovo, a maggio il pescespada, a giugno la ciliegia, a luglio il fico melanzano, ad agosto lo zibibbo, a settembre il fico d’India, a ottobre la mostarda, a novembre la noce, a dicembre l’arancia. Volle che le madri fossero tenere, le mogli coraggiose, le figlie contegnose, i figli immaginosi, gli uomini autorevoli, i vecchi rispettati, i mendicanti protetti, gl’infelici aiutati, le persone fiere leali socievoli e ospitali, le bestie amate. Volle il mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, le messi pingui, l’acqua abbondante, il clima mite, il profumo delle erbe inebriante. Operate tutte queste cose nel presente e nel futuro il Signore fu preso da una dolce sonnolenza, in cui entrava il compiacimento del creatore verso il capolavoro raggiunto. Del breve sonno divino approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le fiumare, le alluvioni, la peronospora, la siccità, la mosca olearia, l’analfabetismo, il punto d’onore, la gelosia, l’Onorata Società, la vendetta, l’omertà, la violenza, la falsa testimonianza, la miseria, l’emigrazione. Dopo le calamità, le necessità: la casa, la scuola, la strada, l’acqua, la luce, l’ospedale, il cimitero. Ad esse aggiunse il bisogno della giustizia, il bisogno della libertà, il bisogno della grandezza, il bisogno del nuovo, il bisogno del meglio. E, a questo punto, il diavolo si ritenne soddisfatto del suo lavoro, toccò a lui prender sonno mentre si svegliava il Signore. Quando, aperti gli occhi, potè abbracciare in tutta la sua vastità la rovina recata alla creatura prediletta , Dio scaraventò con un gesto di collera il Maligno nei profondi abissi del cielo. Poi, lentamente rasserenandosi, disse: - Questi mali e questi bisogni sono ormai scatenati e debbono seguire la loro parabola. Ma essi non impediranno alla Calabria di essere come io l’ho voluta. La sua felicità sarà raggiunta con più sudore, ecco tutto. Utta a fa juornu c’a notti è fatta -. Una notte che già contiene l’albore del giorno.
postato da: lunasol alle ore 22:08 | link | commenti (10)
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giovedì, 30 luglio 2009

LETTERA-SEMISERIA- APERTA

LETTERA APERTA AGLI INSEGNANTI   ED AL PERSONALE AMMINISTRATIVO DELLA SCUOLA-DI DICHIARATA  PROVENIENZA MERIDIONALE –

  (Il meridione,per chi non avesse idee chiare come il sig. cota –la minuscola non è puramente casuale, inizia subito a ridosso della sponda sud del  Sacro Po  che con le sue acque parecchio inquinate deve avere inquinato anche i pochi neuroni disponibili  di molti ministri e deputati di quelle zone ubertose e felici)

Rivolgo un accorato appello a tutti quegli insegnanti di scuola materna,elementare,media e media superiore,ma anche a professori universitari,segretari bidelli addetti amministrativi che in questo momento stanno ancora godendosi le vacanze nelle loro terre di origine,ma che stanno già programmando il ritorno o una prima esperienza lavorativa in una scuola del nord-vedi esatta definizione di  NORD-  

Per cortesia, NON TORNARECI! abbiate un di rispetto per voi stessi,per i vostri genitori che hanno fatto tanto per farvi studiare,felici e soddisfatti di avere finalmente in seno alle proprie famiglie un diplomato, un laureato che avrebbe contribuito a formare dei cittadini migliori,più preparati,più colti e quindi più pronti ad affrontare le sfide della modernizzazione,a rendere l’Italia e gli italiani più integrati.

Vi siete accontentati ,pur di lavorare,di affrontare disagi di ogni genere,la provvisorietà degli alloggi,la difficoltà di inserimento in ambienti nuovi,l’abbandono di affetti familiari,salvo a farvi pian piano stimare ed apprezzare per la serietà ,per la disponibilità,il calore umano.

Ma adesso provate,per UN ANNO,solo per UN ANNO ,a non presentarvi presso i vostri vecchi istituti o presso nuove sedi,se state per iniziare!

Prendetevi il vostro anno sabbatico,non so cosa sia e a cosa serve,ma tutti ne parlano..

Per un anno potrete credo sopportare l’assenza di uno stipendio,vivere con meno,molti di voi hanno ancora le abitazioni che attendono solo di essere riaperte, riabitate, magari con qualche elettrodomestico in meno,qualche diavoleria tecnologica in meno.

Molti di voi hanno parenti amici disposti ad ospitarvi,ad aiutarvi.

Potreste insegnare ai nostri figli, spiegare loro il significato,il valore della conoscenza,aiutarli ad essere migliori,voi che avete maturato esperienze  diverse in  posti diversi.

Ve ne saremmo grati,vi aiuteremmo a sopravvivere ad UN ANNO,UN SOLO ANNO di sacrifici.

Fra noi meridionali si dice che dove mangano due possono mangiare quattro,quanto agli alloggi,….ne abbiamo da vendere…tanto per rifarci alla pubblicità.

Le nostre case sono rimaste vuote,i nostri negozi vendono solo prodotti che arrivano dal NORD,quel nord di cui sopra,perché i nostri esperti le nostre maestranze sono andati a lavorare  al  NORD,sempre quello.

Se vi accontenterete di quello che riusciremo insieme a trovare,ad inventarci per ricominciare,anche solo per UN ANNO,a vivere la vostra realtà di meridionali,avrete riscattato anche quanti  sono rimasti, sono ancora qui,nelle loro case troppo grandi e troppo vuote nella speranza di un ritorno dei loro figli,professori,maestri,muratori bidelli,inservienti presso ospedali,direttori di banca,primari medici istruttori impiegati del catasto,delle poste.

Con un ulteriore e non indifferente vantaggio:

NON DOVRETE SOTTOPORVI ALL’ESAME DI DIALETTO LOMBARDO O VENETO O PIEMONTESE,PER RIPRENDERE A LAVORARE.

E VI PARE POCO?!!!!!!!!!!!!!!!

 

Carissimi amici,scusate,è solo uno sfogo,una provocazione, so che non sarà possibile accogliere questo anonimo invito,ma pensate per un momento,solo un momento,quanto sarebbe bello  dopo un anno,ritrovarci ad un unico nastro di partenza per far ripartire insieme,con la preparazione la buona volontà le professionalità di tutti  questa baracca un diroccata,in questo momento,ma che vorremmo continuare a chiamare ITALIA dall’ultimo angolo di confine a nord,all’ultimo angolo sabbioso e assolato a sud.

postato da: lunasol alle ore 16:04 | link | commenti (12)
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sabato, 04 luglio 2009

SERENDIPETY

Basta!

Voglio impormi una vita di assoluta serenità,di tregua con la natura,di rispetto con me stessa di riconoscimento dei miei  limiti e delle regole della umana natura.

Perché questa premessa?

Presto detto:

Da qualche anno vivo emozioni,dispiaceri,lutti,tutto al di sopra delle mie possibilità e con la presunzione di potercela fare a reggere il peso di tutto  questo,da sola,continuando ad apparire formalmente tranquilla,disponibile,serena di fronte agli altri,che siano semplicemente amici o familiari spesso preoccupati,per me.

Mi prendo cura degli affanni e dei dispiaceri del parentado,assisto con discrezione parenti prossimi,prossimi affettivamente ma anche prossimi ai 90,con latente rischio di un pò di arteriosclerosi,e di strane abitudini,anche queste sclerotizzati dal tempo e dall’usura ,faccio attraversare la strada alle vecchiette,saluto con cortesia e mi offro di portare  una busta della spesa un pò pesante,insomma ,mi dicono,sto vivendo la crisi della crocerossina,e tutto senza mai la gratificazione di un grazie,di un sorriso spontaneo,di un passo indietro per lasciarmi strada.

Serendipety,serendipità?

Non importa se il termine o uno di essi può rendere l’idea che mi sto facendo,ma voglio,e da subito,guardare il mondo con altri occhi,esaurite lacrime e amarezze .

Voglio spiagge assolate, di morbida sabbia dorata dove lasciare le mie orme,

Voglio colline verdi e freschi boschi dove posare lo sguardo,alla scoperta dei misteri minimi della terra dei fiori degli alberi,

voglio chiudere gli occhi e farmi cullare dal rumore di acque cristalline,che scorrono,come il tempo,levigando asperità,trascinando lontano la caducità delle foglie morte,e dei sogni smarriti,

 

voglio restare a guardare la notte ,in compagnia delle stelle e con una luna discreta,non intrusiva,e sentire il respiro del mare e le carezze del vento sulla pelle.

VOGLIOUN BUON CAFFE’ CALDO QUANDO MI VA DI SVEGLIARMI,UN TELEFONO CHE NON SQUILLI,SE IO NON HO VOGLIA DI SENTIRLO,UN PO DI MUSICA,SE MI VA.

 

VOGLIO,VORREI TANTE COSE,MOLTI RESTERANNO SOLO DESIDERI,MA SE ANCHE UNA PARTE PICCOLISSIMA DEL MIO PROGRAMMA DI VITA SARA’ PORTATA A TERMINE,NE USCIRO’ PIU’ SICURA,PIU’ FORTE E MAGARI ANCORA CAPACE DI POTER DARE UNA MANO DOVE C’E’ BISOGNO,MA VIVENDO IN ARMONIA CON ME STESSA
postato da: lunasol alle ore 23:29 | link | commenti (17)
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mercoledì, 20 maggio 2009

la storia ripete ma non insegna

 

“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.


E' tratto da una relazione dell'ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli U.S.A.-ottobre 1912
(fonte Rai news 24).

Ma in fatto di storia,abbiamo la memoria corta,a meno che non ci sia da parte di molti politicanti , opinionisti,giornalisti,gente qualunque,un desiderio di rivalsa.


qualche verso senza pretesa

Sotto un sole di pece

Un gruppo di piccole croci

Resti di vecchio fasciame

Di barche votate all’oblio.

Vi appoggio la mia pietà

Ed una lacrima di sale

I fiori sono inariditi

Prima di germogliare:

abbiamo seminato speranza

 sopra aridi cuori

e terra violentata.

Depongo una preghiera,

meglio un invito a un Dio

unico,universale

che ,comunque si chiami,

non ci maledica

ma  pietoso ci perdoni:

non sappiamo quello che facciamo.

 
postato da: lunasol alle ore 21:34 | link | commenti (16)
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sabato, 09 maggio 2009

VOLARE

Angeli dell’aria,che ci fate volare sulle  nuvole e  fra le stelle,per farci arrivare in fretta dove urgenza di capriccio o necessità  ci chiamano,grazie!

Arrivare in fretta qualche volta ci permette di dare un ultimo abbraccio,un bacio,un saluto di addio a persone care che ci lasciano.

Questo il senso del mio viaggio questa volta:

Arrivare per assistere,mestamente alla conclusione di una vita lunga laboriosa generosa di affetto e dedizione.

Arrivare per dare il  conforto di una presenza attesa,per ricevere il calore di un ultimo abbraccio,un’ultima raccomandazione.

Perché se siamo madri,nonne,ma abbiamo anche la fortuna di essere figli,le nostre mamme hanno ancora qualcosa da dirci,qualche raccomandazione da farci.

E’ stato  così anche per me,quello che sarà domani non lo so,ci penso,mentre gli angeli dell’aria mi accompagnano in questo ritorno.

Ci penso e spero che  il desiderio ultimo di nostra madre,di continuare a restare uniti,di continuare a mantenere le abitudini familiari,questo suo testamento non scritto,venga  rispettato dal tempo.

Altrimenti perché una mamma avrebbe dovuto attraversare quasi un secolo di storia,quella con la “s” minuscola,certo,ma sempre un secolo,due guerre,una vedovanza giovanile,figli da crescere e figli da piangere,disaggi,emigrazione privazioni, tutto vissuto con semplicità onesta e coraggio?

Sto per atterrare.

Grazie,angeli dell’aria,e se avete ancora la mamma,cosa che auguro a tutti voi,domani,per la sua festa non portate regali,ma un abbraccio,un bacio,regalate la vostra presenza,un po’ del vostro tempo  il vostro sorriso.

  

 



 


 

 
postato da: lunasol alle ore 23:31 | link | commenti (6)
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lunedì, 13 aprile 2009

IL VIAGGIO

“Il mondo è un libro e coloro che non viaggiano è come se leggessero una sola pagina”-S:Agostino

L'idea del viaggio mi ha sempre affascinata,viaggiare è camminare spostarsi cambiare l’orizzonte,adeguare le abitudini.

I miei primi viaggi?no,non ho viaggiato moltissimo,in particolare per i primi 15 anni.

Ma già per frequentare la scuola elementare,facevo ogni giorno circa un chilometro,a piedi,seguendo il torrente,meglio la fiumara,in senso contrario al suo corso,quindi avvicinandomi quasi alla sua sorgente.

E lo chiamiamo viaggiare?Non nel senso comune del termine,certo no,ma nella sua accezione di viaggio come conoscenza,questo sì.

Le persone che incontravo,strada facendo,le cose che potevo osservare,con gli occhi di bambina di sicuro curiosa,il cambiamento della natura,degli alberi dello stesso corso d’acqua durante l’alternarsi delle stagioni,i piccoli animali,insetti,anfibi che stazionavano nelle pozze d’acqua,erano una inesauribile fonte di curiosità che qualche volta venivano soddisfatte dal maestro  dai genitori,dalle persone adulte.

Diciamo che era un po’  l’abbeccecedario della conoscenza,ma da qualche parte bisogna pur partire.

Crescendo e spostandomi in giro per l’Italia,per motivi diversi,ho letto pagine meravigliose ,perché ho conosciuto le diversità di paesaggi ,di persone ,di fiori,animali-

La passione  del viaggio,la gioia del partire,il piacere di ritornare,pensando già alla prossima avventura,con la persona che ami è un ulteriore arricchimento.

Auto treno aereo nave,tutto pur di partire,e l’imprevisto

diventava sfida.

Poi le cose cambiano,qualche volta drasticamente,e così ora pur continuando a spostarmi,mi rimane l’ansia della partenza,pensando già al ritorno.

E di questo libro credo di essere arrivato alla fine.

E tento di ricostruire classificare archiviare ricordi sensazioni stupori:l’azzurro del cielo sopra di noi,un mare blu inchiostro il bagliore di un lampo che squarcia  nere nuvole gravide  di pioggia,una distesa di giallo che copre morbide colline,il viola pervinca di un campo di lino che accondiscende alle carezze di brezze mattutine,il volo di aironi migranti,il richiamo di un gheppio o una civetta,abbarbicati nell’incavo di una roccia,al calar della sera il sorriso triste di una bambina incontrata per caso,il vociare festante all’uscita di una scuola,a qualsiasi latitudine,un letto trovato per caso o per fortuna,a notte tarda,in uno sperduto paesino e il giorno dopo magari un albergo  accogliente e pretenziosamente di classe,superfluo per poche ore di sonno.

Ancora una volta parto da un concetto serio,importante  poi finisco col  perdere il filo ,la strada maestra,per  annegare fra i ricordi.

Sta diventando una pericolosa abitudine,bisogna che mi controlli.

 

 

  









postato da: lunasol alle ore 22:01 | link | commenti (12)
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mercoledì, 18 marzo 2009

IL TEMPO NON HA PIETA'


 Che pazzi felici eravamo

pazzi ed innamorati

e non ci accorgevamo

di quanto il mondo corresse

di come il tempo passava

e tutto cambiava veloce.

E noi ci trovammo alla fine

pazzi ed innamorati

come fosse all'inizio

a stringere un pugno di sogni

invece che beni e ricchezze

e noi ci trovammo alla fine

un cuore di teneri amanti

in un corpo invecchiato ed incerto

che rifiutava oramai

i brividi della passione.

Ora mi trovo alla fine

a custodire da sola

in un cuore già logoro e stanco

lo scrigno dei nostri ricordi

Sarebbero stati auguri,ora sono  solo parole di ricordo.Ciao
postato da: lunasol alle ore 22:45 | link | commenti (1)
categorie: emozioni
venerdì, 06 marzo 2009

UN BANALE CESTINO DI CANNA


Avevamo comprato un cesto di canna,quelli artigianali,fatti a mano,dalla forma un po’ particolare: basso  ovale con un largo manico,di verghe di ulivo intrecciate ,serviva ai venditori di pesce,per presentare e portare in giro il pesce fresco .Era l’anno 1972,appena arrivati ad Acitrezza, paese di pescatori e di pescivendoli per antonomasia. Era  insolito,per me ma bello  e funzionale .Lo usavo per tutto,le noci  e le mandorle da  asciugare al sole,fichi freschi ,frutta di stagione di nostra produzione,l’uva saporita le verdure,le melanzane i peperoni. Quante ne ha viste,povero cestino!Ma ha sopportato sempre bene ogni peso,ogni sfizio ogni sapore,Ha subito anche tanti traslochi,troppi . Tre solamente ad Acitrezza  in soli sei anni,anche se si è trattato di traslochi un po’ particolari:quando la nostra padrona di casa si  trovava libero un appartamento accanto al nostro,ma in posizione più felice e gradevole,ce lo  proponeva e noi accettavamo di  buon grado.Ultimo,al secondo piano della villetta,terrazza coperta panorama da capogiro sui faraglioni,e, sempre fedele compagno il cesto di canna!  Immortalato  nelle foto in campagna,pieno di ortaggi, circondato da bambini e nonna,ci ha seguito anche  nella villetta sull'etnai,poi ancora a  G. che sarebbe diventata la nostra definitiva  sede abitativa ,almeno fino ad oggi  E proprio questo autunno  l'ho riscoperto,caro vecchio cestino,| nel tentativo,ancora una volta di sistemate dell’uva,buona,la nostra uva,bianca con dentro il colore ed il sapore del sole,sapore di miele  di fiori ed erbe selvatiche.. E  penso che sono passati trentatre anni, in compagnia del vecchio paniere:  le cose gli oggetti che scegliamo,anche quando hanno funzioni banali,quotidiane,non nobili,tuttavia ci appartengono,sono vive .

Con rammarico,mi accorgo ,di ritorno da uno dei miei viaggi,non certo di piacere,che mio figlio,nel tentativo di pulire,svecchiare,come dice lui,ha eliminato anche il  mio vecchio,caro cestino di canna! Ma che diritto aveva di eliminarlo,senza neanche pensare per un momento che ,se aveva resistito per tanti anni,amorevolmente  usato,ci doveva essere un altro valido motivo che non quello della mera necessità?

Ma i ricordi non sono cose per giovani,loro devono ancora crearseli,i ricordi,vivendo.

I ricordi sono  un regalo che la vita fa agli anni,per renderli più leggeri e più vivibili.

 


postato da: lunasol alle ore 15:12 | link | commenti (3)
categorie: emozioni
giovedì, 15 gennaio 2009

UNA PROMESSA

        Avevo fatto una promessa ad una persona a me molto cara ed è per questo che mi accingo a mantenerla.
        Per qualche giorno sarò assente,come capita spesso in questo periodo,ma spero
tanto di avere prima o poi un po di tempo in più e la serenità necessaria per dedicarmi anche al blog,che fa parte ormai delle abitudini quotidiane.
        Mi aiuta ad esporre le mie idee,a condividerle o metterle in discussione,mi aiuta a sentirmi ancora parte di un più vasto mondo,anche se solo virtuale.
        A presto,spero.
postato da: lunasol alle ore 21:26 | link | commenti (12)
categorie: di vita
giovedì, 01 gennaio 2009

LETTERA A MIA MADRE

Cara mamma,sento il bisogno di scrivere qualcosa per te,pur sapendo che non leggerai mai quello che  sto scrivendoti:non frequenti questi luoghi e non conosci queste diavolerie,anche se  sei sempre stata curiosa verso ogni novità,perchè era un modo per non perdere di vista noi figli ed ancora di più i tuoi tanti nipoti: non è certo la maniera di comunicare che a te è mai mancata!

Quest'ultimo anno sono da te appena posso,ti sto accanto dandoti quanto mi è possibile:mi invento storie,per te,mi invento cibi particolari,pur di farti mangiare,ti acconteno e ti ascolto quando hai voglia di parlare ,di raccontare.

Mi trovo,figlia già avanti negli anni,ad usare metodi, accorgimenti, cure che di solito dedichiamo a figli e nipoti.Ma non è la stessa cosa.accudivo i miei bimbi,raccontando storie inventate al momento,ma tu non hai bisogno delle mie favole.....

Avresti bisogno che noi tutti,che ci alterniamo per non lasciarti mai sola,potessimo rassicurarti e dirti che  presto sarai ancora in piedi,girerai per casa ,sempre indaffarata in mille faccende,potrai prepapare ancora i dolci che piacciono tanto ai tuoi nipoti,fare  la parmigiana che M.ti chiedeva ogni volta che tornava a casa,e giorni ,lavorare a uncinetto,perchè c'era sempre qualcuno cui avevi promesso qualcosa.

Avresti bisogno,.....

E noi non possiamo,non vogliamo creare illusioni,anche perchè la tua razionalità e la tua lucidità ne uscirebbero ferite.

Sappi che faremo di tutto per farti stare meno peggio,per darti qualche ora di serenità,farti sorridere ancora,magari anche ricorrendo a stratagemmi dubbi.Altro non possiamo.

Il Natale mi ha vista lontana da voi tutti,come pure il Capodanno,ma so che non sei sola,che sono tutti vicino a te.

Ma ci vedremo presto ,ti ho fatto una promessa,lasciandoti e le promesse vanno mantenute.

Ciao,mamma e regalaci ancora altri " Natale"

postato da: lunasol alle ore 00:12 | link | commenti (10)
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